Le foreste cambiano.

Approfittiamo della Giornata Nazionale degli Alberi che si celebra il 21 novembre di ogni anno in Italia per tracciare una breve panoramica sullo stato delle foreste del mondo.
Partiamo da un presupposto: la tutela dell’ambiente e della biodiversità è fondamentale per la salvaguardia delle foreste: esiste anche una giornata, l’International Day of Forest  istituita dalle Nazioni Unite nel 2012 appositamente con lo scopo di rafforzare la consapevolezza dell’importanza delle foreste, delle specie di boschi e alberi. 
A causa del riscaldamento globale, le foreste che conosciamo, tra qualche anno, non saranno più le stesse. A rivelarlo è uno studio dell’Università del Minnesota relativo ad alcune foreste di Stati Uniti e Canada, pubblicato su Nature Climate Change. L’esperimento a lungo termine ha simulato con apposite lampade gli effetti di un clima più caldo su dieci specie autoctone e una alloctona in tre stagioni di crescita. Secondo lo studio, alcune specie come l’abete e l’abete rosso, tipiche delle zone più fredde del nord del Canada, avrebbero risentito dell’aumento di temperatura, mentre specie tipiche di ambienti più temperati, come l’acero, avrebbero prosperato. A detta degli scienziati, si prefigurano due scenari: in quello più ottimistico querce e aceri dovrebbero sostituire lentamente l’abete e diventare le piante dominanti delle foreste nordamericane; in quello pessimistico, una sostituzione troppo veloce comporterebbe attacchi da parte di parassiti infestanti. In entrambi i casi, l'impatto previsto sulla fauna e sulle attività economiche, come il taglio di legname, è alto. 
Fonte: LifeGate.it