Dalla Scozia all’Amazzonia: biodiversità e salute.

Tempo di lettura stimato: 4 min

Ogni 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, inestimabile patrimonio del nostro pianeta. Ma perché la biodiversità interessa tutti noi? Ebbene, la risposta la scoprirete nelle prossime righe.

Prima di tutto, cominciano nel far chiarezza sul significato che spesso viene equivocato o, peggio, travisato. Con Biodiversità si fa  riferimento sì, alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma anche in relazione all’abbondanza, alla distribuzione e a tutte le possibili interazioni tra le diverse componenti di un habitat, di un ecosistema specifico che impatta sull’intero pianeta, essendo la vita basata su equilibri naturali perfettamente integrati, compenetrati, dipendenti e legati. E l’uomo ha ovviamente un ruolo chiave nel preservare la biodiversità nell’interesse stesso della sua salute. Per farvi capire meglio.

Sapete che 16000 specie di alberi crescono nella foresta pluviale e 1/5 dell’acqua dolce del pianeta bagna queste terre rigogliose e verdi? E sono ovunque. Esistono infatti le foreste pluviali temperate presenti ad esempio in Europa, in Asia Orientale e in tutte le zone temperate, appunto, e poi ci sono le foreste pluviali tropicali, ossia situate in tutte le zone comprese tra i due tropici. Quindi stiamo praticamente parlando di tutta le terra, dalle più piccole zone costiere della Scozia a ciò che noi tutti conosciamo come il protagonista di uno degli ecosistemi più variegati dell’intero pianeta: l’Amazzonia. Non solo è considerato il polmone verde che fa respirare la Terra, ma è anche custode del 70% della biodiversità, concentrata in un’area vasta quasi quanto metà Europa.

Ossia 650 milioni di ettari di verde che il WWF protegge da anni, perché l’Amazzonia è una zona con uno dei tassi di deforestazione più alti al mondo. Casa di oltre 5000 specie animali, l’Amazzonia ora vede protetti 15 milioni di ettari di foresta, ma gli sforzi delle popolazioni native e delle organizzazioni no-profit continuano per far sì che questo patrimonio di inestimabile valore venga preservato. E rieccoci alla domanda iniziale: ma perché la biodiversità interessa tutti noi?
Ma per l’impatto che hanno gli equilibri naturali che regolano anche la vita anche se non viviamo in Amazzonia.

Anche se viviamo in città e abbiamo a disposizione ogni tipo di comfort e ci sembra che carestie, mancanza di cibo e siccità non possano interessarci direttamente la biodiversità è alla base invece di una relazione significativa! É dalla biodiversità che dipende il nostro cibo, così come le medicine di cui possiamo usufruire per la nostra salute, così come l’energia che utilizziamo. Anche la regolamentazione dei parassiti e la limitata diffusione delle malattie è merito della biodiversità. Si pensi ad esempio al grande servizio che gli animali insettivori come i pipistrelli offrono eliminando insetti che possono veicolare malattie infettive, come ad esempio le zanzare.

Oppure ancora alle api, perché delle 100 specie di colture che forniscono il 90% dei prodotti alimentari di tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api.
Ecco perché l’adozione di stili di vita compatibili con la biodiversità spinge a mobilitare il settore della sanità pubblica, intraprendendo misure concrete per contrastare gli elementi che mettono a rischio gli “equilibri ecosistemici”. In virtù del nesso indissolubile tra biodiversità e salute è necessario prendere provvedimenti concreti e radicalizzare i comportamenti poiché salute, igiene e ambiente sono sempre più strettamente collegati.