Dietro…un rotolo di carta igienica

Ci sono oggetti del nostro vivere quotidiano che possono raccontare una storia, una bella storia fatta di uomini e di lavoro, di impegno e di passione, di scelte complesse, di intrighi e di decisioni difficili. 
Noi abbiamo scelto di iniziare questo racconto da un brevetto. 
Ebbene sì, il rotolo di carta igienica, una presenza così fondamentale nelle nostre giornate da darlo quasi per scontato, venne brevettato, come tutte le invenzioni vitali,  nel 1891 da Seth Wheeler, un uomo d’affari di Albany, New York, che tra l’altro (sulla base del suo disegno) ci indica anche come posizionarlo correttamente sul portarotolo: l’estremità del foglio deve stare all’esterno, ossia «sopra», scostato dalla parete.
Pare però che, alcuni decenni prima, Mr Joseph Gayetty avesse già cominciato a produrre carta per uso esclusivamente igienico e cosa ancora più incredibile, il rotolo portava il suo nome su ciascun foglio!
Una scoperta davvero stupefacente se confrontata con il vuoto assoluto che c’era prima, quando si utilizzava qualsiasi cosa capitasse per le mani, dalle foglie all’acqua del torrente (se comodo e non ghiacciato) e fino alla sabbia. Ebbene sì, gli antichi egizi si pulivano con sabbia mescolata a oli profumati, i popoli arabi e indiani si servivano della mano sinistra, i vichinghi degli scarti di lana di pecora.
E ancora, nell’antica Roma i bagni pubblici mettevano a disposizione una spugna imbevuta di acqua salata, nel Medioevo i marinai si servivano delle vecchie cime tagliate a pezzi e bagnate di acqua di mare mentre tra i contadini di tutta Europa era consuetudine avvalersi del fieno appallottolato. E arriviamo al ‘700, dove si hanno tracce delle consuetudini nobiliari francesi: nelle toilette vi erano ceste piene di vecchi e logori pizzi e merletti, pronti all’uso. In Italia la carta igienica divenne un prodotto diffusamente utilizzato soltanto nella seconda metà del XXmo secolo, ma nell’arco di 60 anni si è rivelata così preziosa che ciascun italiano ne consuma circa 4 chili l’anno. Dal Giappone arriva persino quella per smartphone!
Per questo la scelta del rotolo non può essere casuale, poiché se da un lato l’igiene è un valore fondamentale nella nostra vita, affidarsi ad un produttore sostenibile lo è ancora di più. E alcuni produttori lo sanno tanto da aver cominciato a proteggere la vita naturale delle foreste dai cui alberi proviene la cellulosa utilizzata per la carta igienica.  Proteggere da cosa? Ad esempio dallo sfruttamento selvaggio e indiscriminato dei polmoni verdi del mondo, in grado di assicurare la biodiversità della flora stessa e della fauna che da essi dipende. Come? Scegliendo i fornitori in grado di dimostrare la provenienza di tutto il legname usato per la produzione della cellulosa; evitando di acquistare materie prime provenienti da aree protette o da aree in cui esistano conflitti sociali verificando l'esistenza di conflitti sociali; richiedendo certificazioni riconosciuti e credibili come ad esempio il FSC®.