Il Gargano

Riflessione: la regione Puglia, e nello specifico la zona del Gargano presenta,nelle sue tante preziosità naturali, il parco Nazionale. Con i suoi 118.144 ettari è una delle aree protette* italiane più estese (*istituita nel Dicembre 1991) e al suo interno si ritrovano habitat unici: dalle fitte foreste alla macchia mediterranea, dagli altopiani carsici alle ripide falesie a picco sul mare e poi grotte e valli boscose, lagune costiere, colline e zone pianeggianti. L’ecosistema variegato la rende una zona ad altissimo tasso di biodiversità, con 2200 specie botaniche e diversi mammiferi tra cui il Lupo Appenninico, rettili, anfibi e circa 170 specie di uccelli. Tra l’altro il Gargano è una vera e propria “isola biologica”, perché la parte più alta del promontorio è rimasta isolata per un lungo periodo i epoca preistorica; questo ha causato fenomeni di endemismo (alcune specie animali o vegetali sono esclusive di un dato territorio) e di macrosomatismo, cioè crescita abnorme di specie vegetali.


Minaccia: recentemente, in località valle Carbonara, in territorio protetto dal Parco, è stato realizzato un piazzale adibito a parcheggio, realizzato dopo aver tagliato piante di ulivo, per ricavare box macchine di fortuna, fatti con pezzi di lamiera. Naturalmente, senza permesso di costruzione da parte dell’Ente del parco. Ma il parcheggio abusivo è solo la Punta dell’Iceberg, perché un episodio simile è accaduto anche nell’area a macchia mediterranea sulla costa della baia di Manaccora, soggetta a decespugliamento senza alcuna autorizzazione. Purtroppo, anche altre zone del parco sono presenti centri visite abbandonati e sale convegni chiuse, denotando uno scarso controllo del territorio.



La buona notizia: dopo le segnalazioni relative all’incuria e all’abusivismo di alcune zone del parco, l’Ente Parco Nazionale del Gargano è in attesa della nomina di un nuovo presidente del parco. Con lo sguardo rivolto al futuro, il 2018 inaugura un clima di positività per il quinquennio 2018-2023. Il direttivo del parco è fiducioso e guarda con soddisfazione agli ultimi risultati: via libera a Cers, la carta europea del turismo sostenibile all’interno del parco, il piano del parco è stato approvato, e prosegue a buon ritmo l’iter per la Vas, la valutazione ambientale strategica, fondamentale per garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente; un ottimo strumento di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente. In più, le faggete della Foresta Umbra sono state inserite i 7 luglio 2017 nel Patrimonio Unesco. Un ottimo inizio a difesa di una zona con caratteristiche uniche.