La voce del Deserto.

Perché tutto ha una voce, anche se a volte non riusciamo a sentirla. Basti pensare alla natura, che ci parla costantemente e di cui a volte siamo in grado di cogliere solo la Punta dell’Iceberg dell’insieme di suoni e significati che ci restituisce ogni giorno.
Nonostante questo, ci sono luoghi sul nostro pianeta dove il canto del mondo non solo ci arriva, ma lo fa forte e chiaro. Per festeggiare virtualmente questa giornata importante, vi portiamo a sentire il canto delle dune del deserto dell’Oman.

Un suono basso, simile a un gemito o a un ronzio, che per secoli è stato oggetto di interesse.
E il deserto dell’Oman non è un caso isolato. Charles Darwin riporta nei suoi racconti di viaggio di una collina di sabbia chiamata “El Bramador” dai cittadini della valle di Copiapò, per il suono che la sabbia produceva scivolando lungo il pendio.

Anche il deserto del Badain Jaran, nella Cina settentrionale, regala ai visitatori un concerto cantato dalla voce dalla sabbia che scivola lungo le dune, alte fino a 500 metri.
Una voce naturale che accomuna 35 deserti in tutto il mondo, e che raggiunge i 105 decibel.
Le caratteristiche del suono dipendono dalle dimensioni dei granelli di sabbia: dimensioni diverse producono suoni a diverse frequenze.

Le dune vicino a Tarfaya, in Marocco, cantano costantemente producendo un sol diesis, un suono costantemente a 105 Hertz di frequenza.
Le dune dell’Oman, invece, generano cacofonia, producendo più suoni in ogni possibile frequenza tra i 90 e 150 Hertz, vale a dire dal fa diesis al re. La differenza sta nella varietà di granelli, che misurano un diametro che va dai 150 ai 310 micron (milionesimi di metro), mentre la sabbia del Marocco è molto più omogenea. 


E dalla voce della natura possiamo fermarci un attimo a riflettere un attimo a su gli strumenti che la natura stessa ci ha dato e che #nonfinisconomai di farci comunicare con gli altri, come ad esempio la voce. La salute della voce è importante a tal punto da avere una giornata dedicata:  La Giornata Mondiale della Voce.

Una giornata che ha origini in una celebrazione iniziata in Brasile, nel 1999 e che si celebra il 16 aprile ogni anno.  La Giornata Nazionale della Voce, circoscritta però allo stato del Brasile. Era nata come risultato della somma di diverse iniziative, seguite e organizzate da fisici, insegnanti di canto, medici e logopedisti. L’iniziativa ha preso poi piede in altri stati, come Argentina e Portogallo, e così la Giornata Nazionale della Voce è diventata una celebrazione internazionale. Negli Stati Uniti, l’Accademia Americana di Otorinolaringoiatria ha riconosciuto ufficialmente questa festa nel 2002, portando l’iniziativa alla ribalta anche nei paesi occidentali. In Italia, ogni anno sono tante le iniziative che riguardano la voce, la cura delle corde vocali e della gola attraverso abitudini positive.

Smettere di fumare, evitare di sforzare le corde vocali urlando, o parlando a voce alta in ambienti rumorosi, condurre uno stile di vita sano e tanti altri accorgimenti per preservare la funzionalità delle nostre corde vocali al meglio.
E poi visite gratuite, conferenze informative, per diffondere consapevolezza anche sul bisogno di proteggere la voce, per prevenire problemi alle corde vocali, per intraprendere percorsi riabilitativi, per tenerla allenata negli artisti, attori e soprattutto cantanti, e per preparare chi spesso deve parlare in pubblico o chi sforza la voce per lavoro, come gli operatori di call-center.

Lo studio della voce è poi fondamentale per una serie di ambiti, dalla medicina alla musica dalla fisica alla psicologia, dalla fonetica all’arte e anche alla biologia.
La Giornata Mondiale della Voce porta così ad una presa di coscienza circa un bene prezioso e, a volte, scontato. 


La natura, insomma, ha tante voci che #nonfinisconomai di arrivare fino a noi!