Il caldo e la scienza del sudore.

Nell’entroterra del Messico del Nord si trovano alcuni dei deserti più caldi e infuocati della terra, con temperature che superano i 48 gradi! El Cubil,  è una zona molto famosa per via del clima torrido, insieme a El Oregano e al deserto di Sonora, dove le temperature raggiungono i picchi più estremi. Un luogo in cui si ammira il paesaggio meraviglioso, si contemplano i suoi misteri, si sta in ascolto del silenzio del deserto e… ci si scioglie in un bagno di sudore. L’organismo infatti usa il sudore per regolare la temperatura corporea e raffreddare il corpo. La centrale di controllo è nell’ipotalamo, che attiva le ghiandole sudoripare. L’ipotalamo regola le attività anche quando ci sentiamo stressati, ecco perché si suda anche per stress o per paura, con effetto evidente sui palmi delle mani, dei piedi, sotto le ascelle e sulla fronte.

Pensate, tra l’altro, che le ghiandole sudoripare sono circa 400… per cm2 di pelle! Questa concentrazione altissima riguarda però solo i palmi delle mani, ad esempio sulle cosce il numero si riduce a 80 per cm2. E di cosa è fatto il sudore? Prevalentemente di acqua, che a dirla tutta è salata, visto che contiene sali minerali (sodio e potassio) e sostanze di scarto del metabolismo (ad esempio tracce di urea e acido lattico). Ogni giorno produciamo circa 2 litri di sudore, che in estate arrivano fino a 4. Solo i piedi possono produrre, da soli, una tazza di sudore al giorno! A proposito di tazze, o meglio litri di sudore: possiamo anche produrne fin troppo, un disagio che si chiama “iperidrosi”, l’eccessiva produzione di sudore che può interessare ogni parte del corpo, ascelle, mani, piedi, viso... per eliminarla si passa dall’utilizzo di antitraspiranti, alla rimozione delle ghiandole sudoripare nei casi più gravi, o meglio, esasperanti. L’iperidrosi è infatti soprattutto un disagio sociale, così come la bromidrosi, una patologia che rende l’odore del sudore prodotto davvero pestilenziale.

Non che di solito abbia un profumo di rose e di viole. Ma a cos'è dovuto il caratteristico “odore di sudore”? Il signore seduto accanto a voi sul bus è innocente: l’odore che emana è colpa dei batteri. Il sudore, in realtà, non puzza, ma diventa cibo per orde di microbi che vivono sulla pelle e che si nutrono delle sostanze presenti nel sudore in alcune zone del corpo, come ascelle e inguine. I batteri lo mangiano e producono sostanze volatili, che si disperdono nell’aria grazie al calore stesso del corpo.
E dei tanti batteri che vivono sotto le nostre ascelle, alcuni sono più pestilenziali di altri, come i microbi del genere Staphylococcus hominis e Cornyebacterium.
Anche se sudiamo ovunque, i suddetti batteri hanno le loro zone preferite in cui darsi da fare, come appunto ascelle, piedi e inguine, il cui odore dipende anche dagli ormoni: nelle donne cambia in gravidanza, in menopausa e persino durante le varie fasi del ciclo: un retaggio atavico che serviva a segnalare la disponibilità all’accoppiamento. E negli uomini… qualcuno di voi è mai entrato in un’aula di scuola media superiore?
Il detto “l’uomo ha da puzzà” ha un fondo di verità scientifica, dato che le ghiandole sudoripare maschili sono più attive.

Anche il cibo può influenzare il nostro sudore. L’aglio, ad esempio. E quando siete stressati? Sudate di più e… peggio, perché si attivano le ghiandole apocrine, che attirano i batteri più maleodoranti. 

E l’espressione “fiutare la paura?” anche queste è vera: nell’odore corporeo sono presenti segnali chimici che non recepiamo in modo cosciente, ma che possono influenzare il comportamento altrui. In un esperimento condotto dall’Università Federico II di Napoli è emerso che i cani, quando sentono il “sudore da paura” si agitano. Lo stesso accade… sulla seggiola del dentista! E la nostra agitazione contagia anche lui, anche se naturalmente il tutto avviene inconsapevolmente. Insomma, quando andate dal dentista contate fino a 10 e per il bene dei vostri denti, non sudate!