Una banca di semi

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Riflessione: L’agricoltura è da sempre una delle principali attività dell’uomo. Nata 20000 anni fa, si è evoluta nel corso del tempo fino a raggiungere risultati strabilianti. Oggi tecniche sempre più avanzate permettono di ottimizzare la produzione e salvaguardare la biodiversità: dall’utilizzo dei droni alla realizzazione delle cosiddette “fattorie verticali”, un nuovo modello agricolo che consente la coltivazione delle specie vegetali all’interno di spazi chiusi, senza terra e luce naturale, sfruttando tessuti riutilizzabili e migliaia di LED. 

Minaccia: La biodiversità agricola è sempre più minacciata da alcuni fenomeni come la scarsità di riserve idriche, l’impoverimento degli habitat, il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Nel mondo ci sono circa 1400 collezioni di colture agricole differenti: alcune di queste sono a rischio di estinzione, altre sono state danneggiate da guerre o calamità ambientali.

Buona notizia: Alcune notizie #nonfinisconomai di stupirci. Esiste un bunker, scavato all’interno di una montagna arenaria, a 130 metri sul livello del mare. Tre sale con porte in acciaio protette da un sistema di sicurezza superiore a quello dei caveau delle banche. Di cosa si tratta? Della prima banca mondiale di semi, costruita a 1300 chilometri dal Polo Nord, nella piccola città di Longyearbyen, nell’isola norvegese di Spitsbergen.
La Svalbard Global Seed Vault è un edificio di 27 metri di lunghezza, 10 di larghezza e 6 di altezza, una struttura in calcestruzzo super resistente che custodisce al suo interno il patrimonio genetico di quasi la metà delle colture agricole di tutto il mondo. Ad oggi, si contano circa 1.059.646 semi, migliaia di varietà delle 21 specie di sementi più sfruttate dall’uomo, dal frumento al riso, dal mais alle patate, dai fagioli alla manioca, dalle mele alla soya, dal sorgo alla noce di cocco. Una rete di sicurezza creata con lo scopo di tutelare la biodiversità in caso di perdite accidentali causate da calamità umane o naturali. 

Nella banca c’è spazio sufficiente per custodire ben 4,5 milioni di campioni, il doppio delle specie presenti nel mondo! I semi sono conservati disposti in pacchetti di quattro strati, al riparo dall’umidità, a una temperatura costante di -18 °C. A produrre l’energia necessaria per far funzionare gli impianti di raffreddamento un generatore di carbone. Nel caso questo meccanismo dovesse fermarsi, la temperatura interna non scenderebbe mai al di sotto dei -3,5 gradi, consentendo ai semi di sopravvivere anche fino a 55 anni. Grazie a questo impianto di sicurezza, le sementi sono al riparo da terremoti, cambiamenti climatici, guerre, alterazioni genetiche e biologiche. La scelta della location, inoltre, non è casuale: l’isola di Spitsbergen è una zona non a rischio sismico.
La cassaforte genetica è gestita e finanziata dal governo norvegese e ha il supporto di tutte le più celebri istituzioni mondiali, tra cui la FAO. Di recente, la banca di semi ha già dimostrato la sua utilità, intervenendo in Siria. La Svalbard Global Seed Vault ha infatti restituito 130 esemplari al Centro per la ricerca agricola di Beirut, in Libano, che a causa della guerra aveva difficoltà a recuperare le sementi. Una buona notizia per la sicurezza ambientale e alimentare.