Che idea lo stuzzicadenti!

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Avete presente il detto “fare di necessità virtù”? Beh immaginiamo che sia proprio così che è nato un utensile utile come...lo stuzzicadenti! E le ricerche non tardano a darci ragione.

Pare infatti che lo stuzzicadenti sia probabilmente lo strumento di pulizia dentale più antico al mondo: sono stati trovati stuzzicadenti in bronzo in alcune tombe preistoriche nel nord Italia e nelle Alpi orientali, e gli studiosi concordano nell’affermare che fosse conosciuto e utilizzato in Mesopotamia. Lo scopo molto semplice e pratico dello stuzzicadenti, quello di rimuovere residui di cibo rimasti imprigionati tra i denti, ha sicuramente reso la sua invenzione un’ovvia conseguenza del semplice “nutrirsi”.

E così, di chi fu quel primo ad esclamare “idea!” utilizzando un pezzo di osso casualmente acuminato per disincastrare del cibo incastrato tra i molari…abbiamo perso le tracce. Ma possiamo sempre ricostruire la storia dello stuzzicadenti!

Lo stuzzicadenti: un'idea che arriva da lontano

Ai tempi di Greci e Romani, secondo la testimonianza dello storico siceliota del Diodoro Siculo (I secolo a.C.), gli stuzzicadenti erano d’uso comune nelle classi più agiate. Addirittura, erano al centro di intrighi e congiure: pare che il tiranno siracusano Agatocle, fu assassinato con uno stuzzicadenti imbevuto di veleno. Alcuni stuzzicadenti del periodo, realizzati in bronzo o metalli preziosi, sono pervenuti a noi. La scelta di realizzarne diversi modelli in materiale pregiato era un chiaro segno di come questo strumento godesse di considerazione tra i nostri antenati. Pensate che ancora nel XIX secolo la reggente al trono di Parma Luisa Maria di Borbone ne possedeva una dozzina!

Ma quando nacque la produzione in serie di stuzzicadenti? Pare che a produrne moltissimi furono le suore del Monastero de Lorvao a Coimbra, in Portogallo, ma non per pulire i denti: per infilzare dolciumi appiccicosi, evitando di sporcarsi le dita. La zona di Coimbra fu infatti la prima a diventare famosa per la produzione di stuzzicadenti, che venivano esportati in Europa e in America. Nel XIX secolo, l’imprenditore statunitense Charles Forster ebbe anche lui un’idea, che ne riguardava la realizzazione in scala.

Foster iniziò infatti a inizio ‘800 a cercare di impossessarsi della strumentazione necessaria a produrne grandi quantità. Insieme all’imprenditore Charles Freeman, impegnato nella produzione di macchinari per confezionare calzature, aprirono la prima fabbrica di stuzzicadenti nello stato del Maine, Stati Uniti. Inizialmente erano piatti, e successivamente diventarono cilindrici, come riportato nel brevetto depositato da Freeman datato 24 marzo 1891.

Ma come si fa a sponsorizzare un prodotto che serve per soddisfare un bisogno che la maggior parte della gente già soddisfa, con altri mezzi? 
Semplice, ci vuole un’altra idea, geniale a dire la verità: ingaggiare degli attori che vadano nei negozi chiedendo stuzzicadenti.
Non ci sono?

Per fortuna che lì fuori circola Charles Foster, pronto a soddisfare la richiesta con una confezione di stuzzicadenti. La stessa sceneggiata nei ristoranti: come si fa a non avere degli stuzzicadenti in un ristorante?! Strillava l’attore infuriato, ed effettivamente oggi gli stuzzicadenti sono entrati di diritto a far parte del kit degli indispensabili in cucina.

Il piccolissimo paese di Strong, nel Maine, divenne la capitale mondiale dello stuzzicadenti. Meno di 1000 abitanti, ma fino a 500 milioni di stuzzicadenti prodotti. Il momento di maggiore popolarità dello stuzzicadenti fu durante gli anni’50, quando alla fine della Seconda Guerra Mondiale gli statunitensi ne esportarono l’uso in Asia, e da lì in tutto il mondo.

Oggi, che il galateo reputa scortese pulirsi i denti, se non altro servono per infilzare le olive, per presentare stuzzichini da finger food senza sporcarsi le dita… così che alla fine, avevano ragione le suore portoghesi!