Illuminiamoci le idee

Vi siete mai chiesti perché la lampadina che si accende simboleggia un’idea?
Era il 1878 quando Thomas Edison iniziò le sue ricerche sulla lampadina a incandescenza, e un anno dopo brevettò la prima lampada a incandescenza elettrica con filamento di carbonio.
Una lampadina che, in un attimo, si accende con una rapida scintilla, proprio come una di quelle idee che compaiono in mente in un baleno: ecco la metafora.
In realtà la storia ha favorito il nesso tra idea e lampadina anche in un altro modo, che nel tempo ha creato l’iconica associazione.
Mano a mano che il successo della lampadina cresceva, infatti, lo stesso accadeva alla popolarità del suo inventore.
Così si diffusero le raffigurazioni di Edison con in mano una lampadina elettrica, appoggiato al banco di lavoro, e in questo modo la lampadina ha finito con il rappresentare non solo l’enorme innovazione che era, ma anche l’abilità inventiva del suo creatore. Un simbolo, quello della lampadina, associato da allora e per sempre al concetto di “nuove idee”.
Anche perché la lampada è stata l’Idea, l’intuizione con la lettera maiuscola, e più di un secolo dopo, tra lampadine accese (letteralmente) e tante nuove idee, ecco che l’iconica lampadina è tornata a risplendere in tutti i sensi.
Dal 1938, grazie a Edmund Germer, vengono commercializzate le lampade a fluorescenza, che dal 2012 soppianteranno definitivamente quelle a incandescenza.
Ma siccome le idee non finiscono mai, nel 1962 l’inventore Nick Holonyak Jr. brevetta il primo fotoconduttore fotoemittente chiamato LED.
Vi suona famigliare? Certo, oggi le lampade LED sono enormemente diffuse, e dal 2000 i LED bianchi vengono proposti come sostitutivi a basso consumo alle lampade a fluorescenza.
Le lampade a LED hanno sbaragliato la concorrenza grazie ai vantaggi che comporta il loro utilizzo: raggiungono la massima potenza luminosa fin da subito e restano fredde anche dopo un utilizzo prolungato. Hanno un costo più alto, ma consumano meno e durano di più.
Inoltre, alcuni modelli integrano un rilevatore di movimento per accendersi e spegnersi al passaggio, quale modo migliore per risparmiare e abbassare i consumi?

Qualcuno ha però avuto l’idea di creare un accessorio perfetto per ridurre i consumi, avere l’illuminazione a portata di mano e i piedi sani e salvi: la lampadina clip.
Un giorno, un nottambulo stufo di aggirarsi per casa al buio per non svegliare nessuno, un lettore accanito stanco di addormentarsi con la luce accesa a metà di un capitolo, una mamma alle prese con un bambino e la sua paura del buio, un inventore, insomma, fatto e finito, ebbe l’dea di attaccare una clip ad una lampadina (a led). E luce fu! In realtà non si sa molto sulla vera identità dell’inventore dell’illuminazione formato “tascabile”, ma certo è l’enorme successo che ha avuto: sul web, più che informazioni si trova una serie lunghissima di siti di shopping online, per scegliere tra milioni di lampade a clip.
Semplice ma geniale, la soluzione perfetta per unire l’utile al dilettevole, perché è il faro nel buio di tutti i distratti che altrimenti lascerebbero le luci accese, perché non incide sui consumi, perché grazie alla pinza potete metterla in qualunque posto vogliate. Ad esempio, potete attaccarla alle pagine del vostro libro, e questo è un punto a favore dei libri nella (forse eterna) battaglia tra libri cartacei ed e-book, ma questa è un’altra storia… e un’altra idea!