L'SMS

L’SMS, Short Message System, è una questione di punti di vista. Oggi più che mai, gli SMS sono relegati alla sfera dei ricordi. Il ricordo del suono del telefonino quando arrivava un messaggio. I 160 caratteri in cui condensare tutto quello che si aveva da dire, che fosse una comunicazione di servizio o un appassionato messaggio d’amore.
Naturalmente se ne poteva mandare un altro di seguito, ma aveva un costo… e se il credito finisce? E se arriva una risposta prima che il messaggio sia completo? Eh sì, anche nella comunicazione virtuale c’è il rischio di parlarsi sopra, o meglio, di scriversi sopra. In un certo modo si potrebbe dire che scrivere SMS contribuisce a sviluppare il dono della sintesi. Ricordate l’attesa? Quel non sapere se il messaggio fosse arrivato a destinazione, e nemmeno quando sarebbe arrivata una risposta. Perché non risponde?
Non è arrivato. Forse ha perso il telefono? Attesa e struggimento, ma anche sollievo.

Perché indipendentemente dal livello di ansia e dai minuti trascorsi con le orecchie tese per cogliere il fatidico squillo del telefono, forse si stava meglio  quando ancora (nell'era pre chat) non si aveva accesso ad ogni tipo di informazione su orario di ricezione del messaggio, orario di lettura, online, offline, ultimo accesso e chi più ne ha più ne metta.

Diciamolo, ci sono quelle situazioni e quei messaggi scomodi che ieri come oggi non finiscono mai di essere ignorati. Inutile farsene un cruccio! Ma torniamo agli SMS. Per alcuni, gli SMS sono stati il futuro. Sapete quando sono nati? E dove? E come?  Dal momento che è proprio dagli SMS che si è sviluppato il nostro modo di comunicare,  possiamo dire che si tratta proprio di una di quelle idee che non finiscono mai di rivoluzionare il nostro stile di vita.

Tutto iniziò negli anni ’80, quando leggenda vuole che l’ingegnere Matti Makkonen, impiegato nell’agenzia finlandese Nokia, ebbe improvvisamente un’idea mentre si trovava in una pizzeria di Helsinki: utilizzare la tecnologia di comunicazione mobile combinandola con l’invio di brevi messaggi di testo.
Forse c’è un nesso tra cibo e buone idee?!

Fu solo l’anno successivo, a Bonn, che un altro ingegnere stavolta tedesco, Friedhelm Hillebrand, trovò il modo per gettare le basi del primo SMS. Realizzò che ogni prova di messaggio trasmissibile con quel tipo di tecnologia poteva sottostare nei famosi 160 caratteri.

Seguirono anni di ricerca, in cui team di ricercatori analizzarono le cartoline inviate tra privati e le trasmissioni testuali tra aziende fatti con sistemi di telecomunicazioni allora in uso, come il telex (una sorta di antenato del fax).

Finalmente, il 3 dicembre 1992, in Inghilterra, il telefono Orbitel 901 squillò dopo la ricezione del primo SMS della storia, che recita “Merry Christmas”. Che ci crediate o no, dopo che generazioni si sono date appuntamento in piazza senza possibilità di “tirare pacco” (senza il senso di colpa di lasciare l'altro per ore ad aspettare nel punto di incontro) gli SMS non furono accolti con entusiasmo.

Ma nel giro di qualche anno, con la diffusione di massa dei cellulari, si registrarono nel 2012 6000 miliardi di messaggi all’anno. Un discreto successo! Il resto della storia si sa, con gli SMS soppiantati dalle chat se non per qualche nostalgico dei tempi andati. Sorpassato o no, l’SMS rimane senz’altro una di quelle idee che non finiscono mai di aver fatto la storia di un’epoca, soprattutto per i nativi digitali.