Twitter

Era il 15 luglio 2006 quando al Web-designer Jack Dorsey venne un’idea da più di 230 milioni di utenti: Twitter. Ancora non aveva un nome, ma era, appunto, soltanto un’idea (leggenda vuole che stesse mangiando cibo messicano su un’altalena al parco) che già conteneva l’essenza di uno dei social più utilizzati oggi. Un servizio che permettesse a un individuo di comunicare con un certo numero di persone con un SMS, un servizio che originariamente sarebbe stato solo per i dispositivi mobili. Sviluppando il progetto, la sua sopravvivenza in un mercato già ricco di stimoli dipese dalla capacità dei programmatori di renderlo competitivo, trasformandolo in un vero e proprio social network. Con l’aiuto dei colleghi Evan Wiliams e Blaine Cook, viene ufficialmente inaugurato “Twitter”, con l’iconico logo a forma di uccellino azzurro. Ormai tutti conosco il perché: il nome deriva dal verbo inglese “to tweet”, cinguettare. La “creatura” emise dunque il suo primo cinguettio, sotto forma di un messaggio piuttosto breve (massimo 140 caratteri ma ora h araddoppiato e si possono pubblicare anche link, immagini e video) scritto da Dorsey, e citando: “sto solamente impostando il mio Twitter”. Inizialmente fece presa solo a una ristretta nicchia di appassionati; il primo momento di popolarità è legato al Southwest festival del 2007, un evento dedicato a cinema e alla musica. Durante la manifestazione, i maxi schermi proiettavano i tweet riguardo all’evento, che passarono da ventimila a sessantamila. Il numero degli utenti nella zona di San Francisco era aumentato anche l’estate precedente, dopo che alcuni utenti avevano utilizzato Twitter per far sapere che stavano bene dopo una scossa di terremoto avvertita appunto a San Francisco. Due anni dopo, Twitter viene citato da tutti gli organi di informazione del mondo. Accadde infatti che l’ammaraggio di un aereo di linea nel fiume Hudson fu diffuso rapidamente attraverso il social network, battendo sul tempo i media tradizionali e accreditando twitter come fonte di informazione in tempo reale. Da questo momento in poi, diviene lo strumento preferito di giornalisti, politici, attori, cantanti per tenere un contatto diretto e immediato con i loro sostenitori (in gergo, followers). Ecco la rivoluzione di un’idea.