Una semplice idea, per riscaldare.

Conservare il calore per sprecare meno: ecco l’idea di base che ha guidato l’invenzione della borsa dell’acqua calda, un oggetto del passato sempre attuale, utilissimo per scaldare il letto quando ci infiliamo sotto le coperte gelate in autunno e in inverno. Uno di quei rimedi della nonna che #nonfinisconomai di andare di moda. Del resto, si sa, la boule può dare una sensazione di sollievo in caso di mal di pancia e, secondo alcuni scienziati, è un vero e proprio antidolorifico, in grado di disattivare gli input di dolore che l’organismo ci trasmette quando ci sentiamo poco bene, proprio come fanno i farmaci (le proteine del recettore del calore riescono a bloccare quelle del dolore all’interno della cellula).

I primi prototipi sono stati una bottiglia di vetro piena d’acqua ricoperta di panni per mantenere più a lungo il calore e una sorta di pentola di forma schiacciata in metallo da mettere su fuoco. Solo recentemente si è diffuso l’utilizzo del caucciù come materiale perché in grado di mantenere maggiormente il calore. Nonostante l’invenzione di nuovi strumenti per scaldare il letto, come le termocoperte e i materassi riscaldati, l’utilizzo della boule non si è perso: questo piccolo oggetto, infatti, ha il vantaggio di occupare poco spazio e poter essere trasportato facilmente. Sul mercato, sono oggi presenti anche dei modelli elettrici, che riscaldano l’acqua automaticamente in pochi minuti, garantendo calore per alcune ore.