La pausa pranzo è sempre più social!

Sono numerose e sempre più specifiche le app che negli ultimi anni hanno messo al centro la pausa pranzo.

Del resto, secondo le più recenti indagini Istat, sono circa 12 milioni gli italiani che trascorrono la loro pausa di lavoro fuori casa.

C’è chi riesce a portarsi la cena della sera prima, chi una più sana insalata, chi un panino al volo…in ogni caso ogni giorno ci sono ben 12 milioni di persone che hanno la necessità di riempire di energia e, perché no?, di allegria un momento che spesso allegro non è.

In molti casi infatti gli uffici non dispongono di un’area comune e le persone sono costrette a mangiare alla scrivania, davanti al computer, per non dover spendere ogni giorno 7-8 euro al bar. Eppure esistono studi e ricerche che confermano quanto la pausa pranzo possa creare coesione tra i dipendenti, molto di più di riunioni e meeting, poiché mangiare insieme è un atto di apertura e di intimità. Probabilmente proprio per questo dagli States arriva la dicitura «social eating aziendale» per definire un fenomeno, sempre più tenuto in considerazione dalle grandi aziende che puntano a realizzare spazi ad hoc, magari con cucine comuni e aree relax in grado di accogliere gruppi di dipendenti affamati e solidali. Al bando le mense quindi e via libera a quel che sembra essere un rinato piacere della condivisione del proprio tempo e del proprio pasto.

Se però la vostra azienda non si è ancora attrezzata per consentire al vostro gruppo di lavoro di pranzare insieme, ma voi siete dei cultori del cosiddetto “commensality” sono decine le app che vi vengono incontro. Con Seamless è possibile rintracciare il ristorante più vicino al posto di lavoro,Menodidieci permette di trovare e raggiungere i locali di qualità che offrono pranzi a meno di 10,00€ e sono varie le app che fanno consegne a domicilio per chi un piccolo spazio dove mangiare ce l’ha, ma magari manca il frigorifero per conservare, il microonde per riscaldare e pure le posate per evitare il classico panino.

Nasce invece da una giovanissima studentessa universitaria l’idea brillante di “Never Eat Alone” una app, già acquisita da alcune delle maggiori aziende mondiali, come l’Oreal o Danone, per far incontrare i dipendenti, non solo a pranzo. Se dunque la vostra realtà lavorativa vi aliena, basta un click e potrete certamente contare su decine di altre persone spaesate come voi, in cerca di compagnia o di creare un team.

L’ultima frontiera del commensality è invece dedicata a chi di colleghi non ne ha. Decine di studi legali, piccoli uffici, start-up abbondano di carte, meno di dipendenti. E così nasce SoLunch, una app fondata da Luisa Galbiati, Elena Seccia e Roberto Marmo, che permette di far incontrare chi (da casa propria) desidera ospitare commensali e chi (dal luogo di lavoro) desidera mangiare in compagnia. Conforme alle regole della sharing economy, per il pranzo più social del momento troverete on-line ogni giorno una proposta di menù, con tanto di prezzo, indirizzo e mappa, numero massimo di commensali e giudizi sull’oste.

A tutti, uno speciale buon app-etito perché gli amici #nonfinisconomai di bastare!