Essere Barbie fa bene!

“Via i cliché e gli stereotipi e facciamo strada a ciò che può essere di stimolo per migliorarsi sempre e non trascurarsi mai”

Potrebbe essere il motto delle Barbie di oggi ma è una riflessione tutta nostra! Già, perché la bambolina dalla silhouette iconografica ha cambiato aspetto, forma e messaggio. Negli anni si è adeguata, aiutando così a combattere quei macigni che le donne hanno dovuto affrontare sin dall’alba dei tempi.

La frase “sembri una Barbie”  non è più denigratoria etichettando così una donna dall’aspetto magro e poco intelligente. Ora ci si vanta di essere una Barbie perché è associata a una donna che può dire no alla dieta grazie alla produzione di barbie dal peso “normale” avvenuta nel 2013 fino alla recente operazione tra Mattel (casa produttrice di Barbie*) e il National Geographic con il lancio delle barbie amanti della natura.

Grazie all’aiuto prezioso della direttrice del National Geographic, infatti, sono state individuate nuove figure professionali legate all’ambiente: Barbie biologa, Barbie fotoreporter, Barbie entomologa, Barbie astrofisica, etc. Questo modo di stare al passo con i tempi è sicuramente un segnale positivo per il benessere delle donne poiché aiuta a diffondere un segnale positivo verso la società, sensibilizzando sempre di più sulla figura femminile.

Quindi sì, possiamo dire che essere una barbie, oggi come oggi, fa stare bene i genitori, le donne e l’ambiente.  

*La prima Barbie fu messa in commercio il 9 marzo 1959