Fobia, ti scaccio via!

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La paura è uno “stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo”. È un emozione che colpisce tutte le persone, anche gli animali, e si manifesta come reazione istintiva in una situazione di pericolo o in cui ci sentiamo attaccati. La paura paralizza, blocca e rende incapaci di reagire davanti a qualcosa che ci sta spaventando a morte. Esistono delle paure comuni all’essere umano che riguardano oggetti o animali che ci fanno sentire in pericolo, vero o presunto. 

Molte paure sfociano con il tempo in vere e proprie fobie, “angosce per lo più immotivate e quindi a carattere patologico”. Esiste una lista delle paure più diffuse nel mondo e che accomunano gran parte della popolazione. In cima alla classifica si trova l’acrofobia, la paura dell’altezza, che infonde nelle persone una sensazione di vuoto data dalla mancanza di avere i piedi a terra e quindi di non poter eventualmente “scappare” in caso di pericolo. Molto diffusa è la glossofobia, la paura di parlare in pubblico, insieme alla claustrofobia, la paura degli spazi chiusi che paralizza milioni persone, soprattutto nell’ascensore. 

Parallelamente esiste la paura degli spazi aperti, agorafobia, che colpisce le persone che hanno bisogno di sentirsi al sicuro e avere la situazione sotto controllo nel caso ci fosse bisogno di rifugiarsi in un luogo ritenuto sicuro. Spesso si associa alla paura della folla, o enoclofobia, che crea una sensazione di disagio nei luoghi molto affollati.

Vecchie come il mondo sono le paure legate agli animali come quelle per i serpenti o per i topi, fino alla diffusa paura dei ragni. E non mancano all’appello la paura di volare, che è legata principalmente all’aereo e quindi alla sensazione di pericolo per un possibile incidente, la paura degli aghi, o belenofobia e del sangue, che colpisce le persone facilmente impressionabili. Ultima, ma non per ultima la paura per il buio di cui da bambini abbiamo sofferto tutti almeno una volta nella vita. 

Ma a queste fobie comuni se ne affiancano altre decisamente particolari e che spesso hanno la caratteristica di essere figlie dei propri tempi. Alcuni studi annoverano tra la fobie recenti la nomofobia, ovvero il terrore di avere il cellulare scarico e sentirsi “sconnessi”. Molte persone, invece, soffrono di coulrfobia, la paura dei clown, che forse deriva dal demoniaco pagliaccio It, frutto della mente di Stephen King. Ma esiste anche la paura dei bottoni o (koumpounofobia), la paura dell’ombelico (omfalofobia) e la paura della barba (pogonofobia), che in un periodo storico dove spopola la cultura hipster rischia di essere ingestibile. E non mancano all’appello la paura del colore giallo (xantofobia), la paura dei gatti (aiulurofobia), la paura di addormentarsi (somnifobia) e la paura delle foreste (hilofobia).

L’antidoto? Il coraggio. E sembrerà banale, ma per superare una paura bisogna affrontarla. Richiede tanta forza di volontà, voglia di volerla superare e un pizzico di coraggio. Prima di tutto non esistono fobie assurde, giuste o sbagliate: ognuno ha il proprio carattere, la propria personalità e le proprie fobie. E sappiate che non esiste coraggio senza paura, perché per affrontare qualcosa che terrorizza bisogna sprigionare una tale energia che permette di andare oltre la difficoltà. 

Concretamente bisogna avere consapevolezza del problema e capire quali possono essere gli ostacoli che impediscono il raggiungimento dell’obiettivo. Poi bisogna suddividere il problema in piccoli pezzi per provare a controllarli uno per volta o ripensare a situazioni passate per analizzare il momento e trarne degli insegnamenti. E se non vedete la luce in fondo al tunnel, provate a guardare il problema da un diverso punto di vista per trovare una modo alternativo di arrivare all’obiettivo. Non sempre esiste una sola via.  Siate i vostri eroi preferiti!