IL LINGUAGGIO DEI SINTOMI

Ovvero come ascoltare il nostro corpo quando lancia un messaggio

La chiamano “memoria emozionale” ed è composta da tutte quelle emozioni primarie (rabbia, paura, gioia, tristezza, disgusto, sorpresa) che proviamo tutti e che troppo spesso si tende a reprimere, o almeno a non ascoltare. E invece, riuscire a collegare questi stati d’animo ai messaggi “fisici” che il corpo ci manda, sarebbe un magnifico passo avanti verso la soluzione di malattie psicosomatiche che spesso si cerca di debellare con cachet e pasticche, curando così solo il sintomo e non la causa.

Da molti anni, la medicina si è focalizzata sull’analisi del legame fra emozione stressante e sintomo, la prima in grado di influenzare mente e corpo. Tra i vari spunti interessanti, uno arriva dalle parole del Dr. R. Dhalke, secondo cui visto che tutti gli esseri umani hanno dei sintomi, la lingua più parlata al mondo è proprio quella dei sintomi, ma probabilmente è anche la meno conosciuta.

Per cominciare ad appassionarsi all’argomento, ecco alcuni spunti:

Apparato respiratorio: uno dei più delicati nella stagione in avvicinamento. Provate a verificare se siete soggetti a molte bronchiti; se la risposta è sì, la causa primaria potrebbe essere l’oppressione, o meglio la sensazione di non avere spazio vitale o essere preda di conflitti familiari. Se è così, cercate innanzitutto di riprendervi il vostro spazio e insieme usate oli essenziali (ad esempio il timo) per la casa. In caso di affezioni influenzali delle vie respiratorie: probabilmente avete difficoltà a proteggervi da agenti esterni, a difendere la vostra intimità; anche in questo caso imparate a non ascoltare troppo i giudizi che vi arrivano pesanti come macigni, ma andate avanti per la vostra strada, come una coriacea tartaruga col suo guscio. In effetti, se ci pensate bene, il respirare rappresenta il costante scambio tra interno ed esterno del nostro corpo.

Testa e cervicali: centro decisionale su cui va a pesare primariamente lo stress; per questo, nei periodi di grande carico, emicranie e attacchi cervicali possono diventare la spia delle tensioni che temiamo di non riuscire a superare. Sulla base delle teorie psicosomatiche, i sintomi che gravitano intorno alla testa potrebbero indicare una mania del controllo. Se quindi siete soggetti a questo tipo di dolori, provate ad evitare di trattenere o reprimere le emozioni profonde o smettete di farvi carico di troppi pesi (soprattutto se insieme al mal di testa soffrite anche di contratture a livello delle spalle).

I piedi. Nei piedi risiede il nostro avanzare nella vita; il tallone rappresenta le nostre radici, mentre la parte anteriore del piede rappresenta la meta, gli obiettivi da raggiungere. Se li trovate gonfi o doloranti cercate di dedicargli del tempo, magari con una seduta di riflessologia plantare e nel frattempo analizzatevi: i vostri obiettivi sono quelli che davvero vi rispecchiano?

I capelli. Fortissimo elemento simbolico in tutte le culture, il capello esprime la forza virile e l’energia, soprattutto maschile. Inoltre i capelli sono il corrispettivo nell'organismo di quel che sono gli alberi nel regno vegetale, al punto da avere simili nomi scientifici come fusto, radice, corteccia. Il loro essere filiformi, dal punto di vista dell’archetipo, potrebbe essere sinonimo di legame (filo) affettivo, di relazioni. Dunque se cominciate a perderli, provate a “sfoltire” le amicizie che non vi gratificano più o che vi generano malessere.