La storia del bacio

Per non trascurarti mai… bacia! 

Il fatto che un gesto naturale come il bacio appartenga alla nostra specie da, all’incirca... un milione di anni, rende questo gesto d’amore una garanzia di felicità.
A baciare lo impariamo da bambini, tanti sono quelli che riceviamo da mamma e papà. All’asilo impariamo a conoscere l’altro, che sia l’innamorato o l’amichetto, lo abbracciamo, lo teniamo per mano e gli scocchiamo sonori baci. Un comportamento che fa parte del nostro DNA, che ricerchiamo spontaneamente fino a quando, solitamente raggiunta l’adolescenza, non sperimentiamo il bacio romantico, la prima vera tempesta emotiva. Non è un caso se si dice che il primo bacio non si scorda mai!

Perché ne parliamo oggi? Perché il 6 luglio è l’International Kissing Day, la giornata internazionale del bacio, una festività non ufficiale nata nel corso del 19esimo secolo nel Regno Unito, e dilagata presto in tutto il mondo. Del resto è pieno di buone ragioni per celebrare i baci!

Tutti, quando baciano, sono felici. Perché il bacio è sempre il fondamento delle relazioni sentimentali e affettive, un’espressione di affetto, intimità e passione. La ragione è prima di tutto fisica: l’ossitocina e il cortisolo, ormoni che regolano i nostri meccanismi psicologici, vengono influenzati e si alterano prima e dopo il bacio. Il contatto con le labbra stimola infatti la produzione di ossitocina, un ormone che combatte il cortisolo, responsabile dello stress, o meglio dei suoi sintomi fisici. Così persino l’emicrania diventa più sopportabile.

Giuseppe Genovesi, docente di Endocrinologia presso l’Università di Roma, entra in dettagli “tecnici”, specificando come l’effetto analgesico e antidepressivo del bacio sia dovuto ad uno degli “obiettivi principali del nostro sistema psico-biologico”, basato sul meccanismo dell’attaccamento. Quando ci baciamo, entriamo in contatto l’uno con l’altro, e il cervello produce specifici neurotrasmettitori, con particolare riferimento alla serotonina (il cosiddetto ormone del buonumore) e alla dopamina, responsabile dell’attivazione dei meccanismi del piacere. Tra l’altro, baciandosi ci scambiamo batteri (benigni) e di conseguenza… anticorpi. Così baciarsi appassionatamente è anche benefico per la salute del cavo orale. Insomma, solo effetti positivi!

Ma perché abbiamo iniziato a baciarci? Proviamo a immaginarci quel primo, antico bacio neandertaliano.
A detta degli antropologi, il bacio risale alla preistoria, ma non coinvolgeva gli innamorati, bensì mamme e piccoli; le nostre antenate, infatti, sminuzzavano il cibo nella loro bocca imboccando poi i piccoli tramite un “bacio alimentare”, un fenomeno che in natura è osservabile in diverse specie di animali. Uno step evolutivo che spiega dunque il benessere arcaico e la sensazione di gratificazione e fiducia che deriva dal bacio passionale di due amanti.

Baciare, così come errare (e indovinate un po’, anche mentire!) è umano: si manifesta in egual misure in quasi tutte le culture mondiali.

La cosa curiosa è che in alcune lo fa in modo un po’ diverso: l’hongi Maori, al pari del nostro bacio sulla guancia, prevede di appoggiare fronte e naso l’uno su quelli dell’altro. Simile è anche il kunik; il famoso bacio Inuit che prevede lo strofinare i nasi. Naturalmente, anche gli eschimesi si baciano! Ma questo gesto caratteristico resta un segno d’affetto verso i membri della famiglia, ad esempio nei confronti dei figli, dei fratelli, dei genitori o degli amici intimi. Sdoganato nei costumi occidentali, il bacio è da sempre celebrato in arte, letteratura e, più recentemente, cinema: il bacio di Clark Gable e Vivien Leigh che si baciano appassionatamente in Via col vento è passato alla storia, così come quello tra Audrey Hepburn e George Peppard, sotto le note romantiche di Moon River.

Nell’arte, i baci più antichi delle arti figurative sono quelli conservati negli scavi di Pompei e nel Gabinetto erotico del museo storico di Napoli.
E se durante il Medioevo il bacio che Giuda Iscariota ha dato a Cristo è stato l’unico concesso tra le creazioni d’arte, liberato dall’aura di peccato durante il Rinascimento il bacio è tornato ad essere la massima espressione di affetto e amore. Anche attraverso le parole: Dante ha fissato il momento di trepidante attesa e atto del bacio in un solo verso: “la bocca mi baciò tutto tremante”; Shakespeare l’ha reso disperato, fatale, intenso come pochi altri; e poi c’è chi ha usato per descriverlo parole che suonano davvero perfette: “Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, un più preciso patto, una confessione che sigillar si vuole, un apostrofo rosa messo tra le parole t’amo.” E per questa sintesi perfetta ringraziamo il poeta e drammaturgo francese Edmond Rostand, che le mette in bocca al suo Cyrano de Bergerac

Non ci resta che… baciare!