Medicine alternative

Tra le medicine non convenzionali, due delle più seguite sono l’Omeopatia, che sulla base degli ultimi dati pubblicati dal  WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) è il secondo più grande sistema di medicina del mondo con un tasso di crescita del 25% ogni anno, e i fiori di Bach.

La prima nasce verso la fine del ‘700, ad opera di Christian Samuel Friedrich Hahnemann e deve il suo nome al greco: Omeopatia deriva infatti da “omoios” (simile) e “pathos” (malattia). Si tratta di un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di dosi molto basse di sostanze capaci di provocare nell’uomo sano delle manifestazioni simili ai sintomi che manifesta il malato, tanto che tra i principi fondanti ci sono:

- la legge di similitudine;

- la sperimentazione sul soggetto sano;

- la dose minima;

- l’individualizzazione del paziente;

- l’individualizzazione del rimedio, rimedio unitario.

A cui si associano le leggi di Hering, un grande medico omeopata tedesco dell’800, riconosciuto come il “padre” dell’Omeopatia negli USA: la malattia progredisce dall’esterno all’interno, mentre quando è curata guarisce dall’interno all’esterno; la guarigione dovrà verificarsi dall’alto verso il basso (quindi dal piano psicologico-mentale per arrivare a quello fisico); la guarigione dovrà iniziare dagli organi più importanti e proseguire in quelli di importanza minore; la guarigione avviene in ordine inverso alla comparsa dei sintomi (la cura omeopatica farà “tornare alla luce” vecchi sintomi soppressi e scomparsi in passato).

Secondo i dati della comunità scientifica internazionale, le situazioni cliniche più frequentemente trattate con l’omeopatia riguardano: le allergie respiratorie o dermatologiche di vario grado; i disturbi funzionali e/o organici dell’apparato gastrointestinale; le malattie ostetrico-ginecologiche; le malattie otorinolaringoiatriche e quelle dermatologiche.

Per quanto riguarda i Fiori di Bach, il cui ideatore dott. Edward Bach era un medico omeopata, ne esistono ben 38 specie diverse e vanno ad agire più che altro sugli stati d’ansia ed emozionali, tanto che il più famoso è certamente il rescue remedy, una vera e propria terapia d’urto. E così troviamo il Chestnut Bud per favorire la concentrazione, il Clematis per chi soffre di amnesie, il Larch per aumentare la fiducia in sè stessi, il Live in caso di debolezza affaticamento, sonnolenza ed esaurimento totale delle proprie risorse fisiche, l’Elm per i periodi di forte affaticamento,  l’Hornbeam per la stanchezza mentale che non impedisce di lavorare, ma porta a dubitare costantemente delle proprie capacità di successo.

…è primavera…lasciamoci trasportare dal potere dei fiori!